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NO DIALER!!

Dialer, Telecom cancella tutte le spese truffate dai dialer e rimborsa!

Telecom Italia annuncia che coloro che si sentono truffati dai dialer potranno evitare di pagare l'eccedenza in bolletta. Chi ha già pagato potrà chiedere il rimborso. Soddisfazione dei consumatori. Ecco tutti i dettagli
La strada dei dialer truffaldini, quei programmi che ormai da lunghi mesi hanno collegato gli utenti internet a servizi molto costosi in rete spesso senza il loro consenso, sembra arrivata al termine. Telecom Italia ha infatti deciso di scendere in campo accogliendo le richieste dei consumatori.
L'azienda ha annunciato che chiunque si trovi in bolletta una tariffazione sui numeri 709 che ritiene dovuta ad una di queste truffe può evitare di pagare quell'eccedenza. In pratica, spiega Telecom, è possibile pagare una bolletta ridotta indicando però, nella causale del conto corrente postale, "il distretto telefonico, il numero della linea, il bimestre di riferimento del pagamento parziale, il numero di conto Telecom Italia interessato, il nome e cognome del titolare, la motivazione del parziale pagamento" senza dimenticare di inserire la precisazione: "Gli addebiti oggetto di contestazione derivano da un non volontario utilizzo del servizio e da raggiri di tipo informatico nel corso di navigazioni Internet."
Intesa Consumatori, è necessario denunciare la truffa alla Polizia Postale. La denuncia deve essere contro ignoti se il proprio gestore telefonico non ha ancora comunicato il numero di telefono del dialer responsabile della truffa.
Dopodiché è necessario inviare al gestore telefonico una raccomandata che contenga copia della denuncia e copia del bollettino di pagamento.
Con questa documentazione in copia fotostatica, Intesa Consumatori chiede che gli utenti si rechino presso gli uffici degli associati (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori) per contribuire alle "azioni successive di contrasto da effettuare".
Ma Telecom è andata oltre, spiegando che potranno richiedere il rimborso anche coloro che già hanno dovuto pagare le bollette gonfiate. In questi casi, infatti, Telecom si impegna "ad effettuare, sulla prima fattura utile o con assegno circolare o bonifico bancario, il rimborso della somma già pagata al cliente". Anche in questo caso è comunque necessario sporgere denuncia e inviare tutta la documentazione, copia del pagamento incluso, al proprio gestore telefonico. Si può anche specificare con quale modalità, di quelle descritte, si preferisce avere il rimborso.
La decisione di Telecom Italia rappresenta un grande risultato, evidentemente, per Intesa Consumatori e per tutti quei soggetti, da Radioacolori di Oliviero Beha a IlSalvagente fino a Punto Informatico e a tanti altri, che in questi mesi hanno dato risalto e contrastato un fenomeno subìto da migliaia di persone.
La chiusura del rubinetto per i gestori dei dialer-truffa è dunque arrivata e, con le denunce alla Polizia Postale che si annunciano numerose, è probabile che presto si assisterà ad un nuovo capitolo relativo alla resa dei conti giudiziaria per coloro, tra i fornitori di dialer, che hanno approfittato con bassezza di un mezzo tecnico di cui non tutti sono padroni e consapevoli utenti.

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28/01/05- Superato il momento più drammatico nella diffusione dei dialer gonfiabolletta e chiarite le necessità degli utenti assieme alle associazioni dei consumatori, Telecom Italia ha annunciato che sarà possibile, in certe condizioni, procedere all'azzeramento del debito accumulato a causa dei software di connessione automatica ai numeri 709.
In una nota Telecom ha spiegato che si tratta di una decisione che va incontro alle richieste di numerose associazioni che avevano preso in carico i molti problemi causati agli utenti dai dialer gonfiabolletta, un fenomeno che ha peraltro interessato anche altri paesi europei, come la Spagna e il Regno Unito.
Il protocollo d'intesa firmato da Telecom con i consumatori "stabilisce - spiega Telecom - nuove modalità operative per il traffico generato su numerazioni 709 per tutti coloro che, usufruendo della procedura straordinaria adottata a suo tempo da Telecom Italia, hanno ottenuto la sospensione del pagamento dopo aver presentato denuncia penale".
Telecom ha anche ricordato di non essere mai stata titolare di alcuna numerazione 709 e ha ribadito la propria estraneità alle truffe perpetrate da alcuni gestori senza scrupoli spiegando di voler "procedere, in via del tutto eccezionale, alla cancellazione totale degli importi addebitati e non riconosciuti dai clienti".
Attenzione però: fruiranno dell'azzeramento solo coloro che hanno presentato il proprio reclamo per il traffico verso le numerazioni 709 e solo se lo abbiano fatto anteriormente al primo settembre 2003 "secondo le modalità previste dalle condizioni generali di abbonamento insieme alla denuncia o querela alle autorità competenti".
Quella data è legata al fatto che il primo settembre 2003 è entrata in vigore la delibera 9/03/CIR dell’Autorità TLC con la quale il prezzo di una connessione 709 è stato assimilato a quello di una normale telefonate urbana, rendendo di fatto non più "remunerativa" la potenziale truffa attraverso questi servizi. "Inoltre - continua la nota - già dal giugno 2003 Telecom Italia aveva reso disponibile, per tutelare tutti i propri clienti, la disabilitazione gratuita alla numerazione 709".

 

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Basta con le sorprese in bolletta, basta coi pentimenti, con gli mp3 scaricati a 4 euro al minuto. Ora se ci si connette ad un malefico "dialer" per scaricare suonerie e loghi dal Cile bisogna volerlo davvero...! StopDialer è un piccolo programmino gratuito italiano, opera di Giulio Bottini di Cremona, in corso di sviluppo ma funzionante già correttamente su Windows95/98 e Me.
Il software non distrugge i programmini succhiabollette, ma è semplicemente una ulteriore "chiave di sicurezza" per evitare collegamenti che non siano presenti tra quelli "autorizzati". Standosene buono nel SystemTray tiene sotto controllo quali numeri di telefono vengono digitati dal sistema per connettersi ed è possibile in punta di clic selezionare le sole connessioni permesse. Se un dialer, o qualsiasi altra cosa di oggi o di domani, prova a connettersi ad un numero non autorizzato.. uno spernacchio digitale con finestra di avviso avverte l'utente che qualcosa di brutto sta avvenendo sulla linea telefonica. E la connessione viene troncata.
Dedicato a tutti quelli che fanno doppio clic del mouse su qualsiasi icona del desktop che si chiama "SUONERIE.EXE" o "FONDIPROFONDI.EXE" senza sapere di cosa si tratta, e senza leggersi nelle microscopiche info le tariffe gonfiate che vi sono allegate.

Quando su internet, per ottenere documenti, fotografie, filmati o brani musicali viene chiesto di installare gratuitamente un programma bisogna fare molta attenzione. La Polizia postale e delle comunicazioni ricorda che:
E' importante leggere integralmente le istruzioni che riguardano il programma da installare, scorrendo, senza fretta, tutto il testo con il cursore.
Molto spesso viene spiegato che il programma, una volta installato, stabilirà una nuova connessione con un numero telefonico (70X, 00X, 899XX) a tariffa più alta rispetto all’urbana, in genere dai 2,5 euro più iva al minuto in su.
A volte l'avviso relativo alla nuova connessione è assente o poco leggibile, oppure non descrive alcune caratteristiche particolarmente insidiose del programma, quali ad esempio connessioni consecutive di pochi secondi ciascuna al costo di 6 euro.
Se si sceglie di non installare il programma è importante verificare se il modem cerca di chiamare un nuovo numero telefonico a vostra insaputa.
Se si sceglie di installare il programma è importante verificare se il modem cerca di chiamare un nuovo numero telefonico a vostra insaputa in altre circostanze (cioè dopo aver ottenuto il servizio offerto, ad esempio dopo qualche minuto o nei giorni seguenti).
Si può impedire un'operazione non richiesta spegnendo il modem e verificando le istruzioni di connessione (accesso remoto).
Se si verifica uno di questi casi è possibile applicare l'art. 640 ter. del c.p. (cd. frode informatica); di norma, tale reato è procedibile a querela di parte. La semplice e-mail di denuncia non è sufficiente allo scopo.
Anche quando il reato non c’è, perché gli utenti sono stati informati sui costi e sulle modifiche del software che l'operazione comporta, è comunque un illecito amministrativo la vendita di servizi tramite connessione 709. In questo caso, pertanto, a seguito di un esposto può scattare una sanzione amministrativa pecuniaria. (art. 4, comma 1 della delibera n. 9/02/Cir dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni).

 

Per chiedere il rimborso...

Prima di tutto è necessario pagare la parte di bolletta che si riconosce.
Poi è necessario presentare una denuncia (
http://www.poliziadistato.it/pds/primapagina/709/images/querela%20709.pdf) presso uno degli uffici di polizia presenti sul territorio.
Bisogna poi inviare, tramite raccomandata, una copia della denuncia al proprio gestore telefonico insieme alla copia del bollettino di pagamento.
Anche chi ha già pagato la bolletta può comunque chiedere un rimborso.

709, non bastano le denunce...

Lo sostiene l'associazione ADUC, che segnala casi di utenti che denunciano i dialer alla Polizia Postale, inviano il fax alla Telecom e si vedono tagliata la linea telefonica. Consigliata un'altra procedura. Non tutti coloro che denunciano le truffe subite con i programmi gonfiabolletta, i dialer su 709, si ritrovano con il promesso rimborso di Telecom Italia. Infatti accade spesso e volentieri che, invece, la linea dell'utente venga tagliata per morosità. A sostenerlo è l'associazione dei consumatori e degli utenti ADUC che in una nota rilasciata nei giorni scorsi consiglia ai truffati di seguire un'altra strada per ottenere il dovuto.
Secondo ADUC, il meccanismo del rimborso talvolta si inceppa scontrandosi con il call center. "Un plauso allo sforzo di Telecom - scrive l'associazione - ma il metodo scelto non serve assolutamente a tutelare l'utente, ma a metterlo in balia di Telecom, e di una macchina di "rapporti con l'utente" che i più che l'hanno sperimentata, si stanno ancora leccando le ferite. E infatti ci sono stati segnalati non pochi casi di utenze che, pur avendo seguito la procedura indicata, si sono visti disattivare il telefono per morosità oppure di non aver alcun riscontro perché la documentazione non sarebbe arrivata".Come già accade con i call center di qualsiasi operatore di telefonia, dunque, quando la procedura si arena tutto diventa più difficile e l'utente, spiega ADUC, non ha in mano nulla per certificare quanto avvenuto e quanto fatto."Per queste ragioni - continua l'Associazione - noi consigliamo una procedura diversa, in cui si sia in una botte di ferro anche per garantirsi nei confronti di Telecom. Se si è certi di non aver mai fatto un collegamento a rischio e ci si è accorti dell'importo spropositato solo sulla bolletta, inviare a Telecom una raccomandata A/R (che ha valore di legge come messa in mora) in cui si sostiene che sulla propria linea ci sarà stata una immissione esterna (rimandando a loro l'onere di sbrogliare e risolvere la cosa), e su questa base chiedere il rimborso delle cifre addebitate, da accreditare sulla bolletta successiva. Inoltre si dovrà chiedere la disattivazione alla fonte dei numeri 70X etc., e che non si vuole usufruire della disattivazione numerica affidata a se stessi. Sottolineando che se di questa richiesta non si riceverà riscontro entro 15 giorni si adiranno le vie legali davanti al giudice di pace".

La procedura ADUC, che pure rischia di far chiudere servizi su 709 del tutto legittimi, come molti accessi ad internet a tariffe persino più basse di quelle urbane, prevede che l'utente paghi comunque la bolletta incriminata per evitare il distacco della linea.

"La denuncia che Telecom consiglia - afferma ADUC - non andrà presentata perché altrimenti ci si accollerebbe la responsabilità di quanto accaduto, che, invece, potrebbe essere un problema di funzionalità delle linee Telecom, ma va presentata solo una segnalazione del fatto, sempre alla Polizia Postale. E MAI usare il fax, perché l'unica certificazione di aver fatto quanto si dice, può essere solo se si usa la raccomandata A/R. Infine la disattivazione alla fonte, e non quella numerica sul proprio apparecchio, serve, ad una nuova richiesta di pagamento di questi servizi, a escludere in assoluto la possibilità di averli attivati da sé".

 

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