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UMTS
e problemi quanto conviene?
L'UMTS sta cominciando a bussare alla curiosità e al portafoglio degli utenti
comuni.
Insomma,
è tempo di passare all'UMTS? O forse
meglio, per prudenza, essere tra gli ultimi a lasciare il GSM, quando e se
l'UMTS diventerà di massa? "Si è a una svolta, con l'arrivo di altri
operatori: è molto positivo per l'UMTS", dice Maurizio Dècina,
Professore di Reti e Comunicazioni al politecnico di Milano. È stato uno dei
primi a provare, in via sperimentale, i servizi di Tre. "Se fino a qualche mese
fa potevo avere qualche piccolo dubbio sul successo dell'UMTS, ora non ne ho
alcuno. Grazie a nuovi operatori, le infrastrutture si consolideranno e inoltre
aumenta la cosiddetta esternalità della rete. Ci saranno ossia più utenti da
videochiamare e il servizio diventerà più interessante". Entrambi i
vantaggi si faranno sentire solo nel medio-lungo periodo. Non
sono quindi tali da spingere gli utenti a comprare ora il cellulare UMTS. Tanto
più che "i nuovi operatori non hanno, in pratica, ancora una massa di utenti e
hanno pochi e costosi cellulari- da 500 euro in su. Prova a entrare in un
negozio Tim e vedi se riesci a trovare un cellulare UMTS", ha detto
Edoardo Verduci, direttore marketing di Tre.
L'interconnessione in videochiamata funziona, inoltre, ancora solo tra
Tre e Vodafone; Tim non sa dire quando l'abiliterà. Una conferma che
"l'esternalità della rete" è ancora nell'infanzia. D'altra parte, però, un
milione di utenti di Tre che si possono videotelefonare sono già un buon inizio.
Tanto più che sono raddoppiati negli ultimi quattro mesi.
E la copertura UMTS di Tre è arrivata al 65 per cento,
a luglio, e sarà del 75 per cento entro fine 2004. Com'è noto, fuori dalla
copertura si può telefonare, in roaming GSM con Tim, ma non videotelefonare.
Ma l'entrata dei nuovi concorrenti forse riuscirà a portare vantaggi
agli utenti anche nel breve periodo: "Già da Natale prevedo che si abbasseranno
i costi per i dati e nasceranno le prime semi flat per i consumatori", dice
Decina. Verduci non ha voluto né confermare né smentire queste previsioni. Ha
solo aggiunto che "in futuro, quando ci saranno più utenti, avrà senso proporre
flat rate di dati. Adesso no: sarebbe come svendere il servizio". L'UMTS
dovrebbe però diventare più economico già nel medio periodo, "perché con
l'aumento del numero degli utenti migliorano le economie di scala per la
gestione delle infrastrutture". "Per lo stesso motivo, i cellulari
diventeranno più economici. Già adesso, in promozione, Tre ne vende
alcuni a 99 euro", spiega Verduci.
I cellulari sono stati però
dall'inizio una delle note dolenti dell'UMTS europeo: pochi nei negozi e con
alcuni difetti intrinseci (grandi dimensioni, autonomia limitata). "Abbiamo
superato entrambi i problemi, ora", dice Verduci. "In realtà i cellulari UMTS
continuano a essere non del tutto soddisfacenti. L'autonomia delle batterie è
troppo limitata", ribatte John Strand, direttore di Strand
Consult, tra i principali gruppi di ricerca specializzati in telefonia mobile.
Anche lui, dall'inizio critico nei confronti dell'UMTS, ammette però che
le cose stanno migliorando: "Fa eccezione l'ultimo arrivato, LG U8110: ho visto
che ha una buona autonomia". Strand consiglia però di
aspettare, tutto sommato: "Non c'è ancora alcun motivo valido per
passare all'UMTS". Il punto è che "non devi credere a quello che ti dice la
pubblicità. L'UMTS non è una rivoluzione. Ma un'evoluzione del GSM e del GPRS:
ha bisogno di tempo per esplicarsi. Per adesso, a giustificare la corsa all'UMTS
è solo il fatto che consente una migliore gestione dello spettro e delle
frequenze per la voce". Una delle conseguenze è che "è più difficile che
la linea cada o non sia disponibile". Lo spiega Decina: "l'UMTS si
adatta alla disponibilità di spettro. Se ci sono molte chiamate in
corso, riduce la quantità di spettro occupata da ciascuna, abbassando in modo
impercettibile la qualità della connessione voce. Invece il GSM occupa per ogni
chiamata uno spazio fisso. Se sono troppe, ci sono problemi". Per
l'operatore, il vantaggio è che costa meno gestire le chiamate voce. "Anche
il traffico dati costa meno, a monte: circa un decimo che con
il GSM/GPRS", aggiunge Decina. Per questi motivi, "il passaggio all'UMTS sarà
inevitabile. Ma non c'è ragione di affrettarsi a comprare adesso il nuovo
cellulare. La convenienza, per ora, è più per l'operatore che per l'utente",
replica Strand. Bisogna aspettare quindi, "prima di tutto che i cellulari anche
di altri operatori costino meno". Quelli di Tre non ammettono infatti
ripensamenti: non funzionano con le Sim degli altri. Ci si potrebbe pentire
della scelta, quindi, se poi, a Natale per esempio, si dovesse scoprire di
apprezzare di più l'offerta UMTS di Tim, Vodafone o Wind. Vodafone e Tim
permettono invece di usare altre Sim. Ma allora perché un utente
dovrebbe comprare un cellulare UMTS, in questa fase? "Non lo so, non
chiederlo a me", risponde Strand. Non per i servizi dati? "Non ora: forse solo
nel lungo periodo. Ai consumatori interessa soprattutto chiamare e inviare Sms.
Il 90 per cento delle entrate degli operatori viene da lì. La maggiore velocità
concessa dall'UMTS, in Internet, allora è utile perlopiù al pubblico
business". "Browsing, e-mail, banda larga in mobilità sono interessanti
soprattutto per il business", conferma Decina. E i vari servizi e contenuti dei
portali mobili? "Molti, quelli utili, sono anche su GPRS e tanto basta. Poi ci
sono quelli inutili: se sei a Roma e non riesci a trovare una
pizzeria, vedi le mappe sul cellulare o chiedi, gratis, a un passante? No,
questo tipo di servizi è stato un fallimento persino in Corea…".
Per
Decina, invece, le killer application dell'UMTS sono i servizi
video: "Videomessaggi, in particolare. La videochiamata solo in
occasioni particolari, quando mi serve leggere il linguaggio del corpo del mio
interlocutore: per trattare gli affari, per vedere meglio come sta mia madre...
Anche il videostreaming può avere successo".
Il punto è che di questi
servizi solo la videochiamata è esclusiva dell'UMTS; ma lo stesso Decina ammette
che non si tratta di un servizio da tutti i giorni. E in effetti, secondo gli
ultimi dati di Tre, il 70 per cento dei clienti ha fatto una
videochiamata alla settimana (gli altri, meno spesso).
"La
videochiamata? Sì, ma aspettiamo che costi di meno. Quanti italiani sono
disposti a spendere 45 centesimi al minuto per vedersi in faccia? Considerando
che l'utente medio, in Italia, spende non più di 35 euro al mese per il
cellulare…", dice Strand. Non è d'accordo Verduci: "45 centesimi non sono molto
di più di una chiamata normale, con altri operatori di rete mobile. Scendono poi
a 5 centesimi, con l'opzione Videopartner".
Ma se non c'è killer
application, perché gli utenti di Tre sono raddoppiati in quattro mesi? "Perché
Tre ha le tariffe voce più basse. Non solo in Italia, anche negli altri Paesi.
Stanno spingendo sui prezzi, andando in perdita, per conquistare clienti. Ma non
potranno continuare a lungo, così… Se dal punto di vista finanziario Vodafone,
tra gli operatori, è il maggiore caso di successo in Europa, Tre è all'opposto",
dice Strand. "Non è vero", ribatte Verduci. "Abbiamo quei prezzi solo perché le
reti UMTS ci permettono di avere costi a monte ridotti. È vero invece che
sussidiamo i cellulari, ma nemmeno poi così tanto: il punto è che riusciamo a
comprarli a buon prezzo dai produttori". E quanto ai profitti, "contiamo di
arrivare a farli a partire dal 2005".
Da una parte Verduci riconosce che
"siamo riusciti a conquistare clienti anche grazie alla nostra politica
aggressiva di prezzi- 10-15 centesimi al minuto per una chiamata voce";
dall'altra aggiunge che "i clienti arrivano da noi perché vogliono risparmiare e
poi si affezionano anche ai servizi: da aprile 2003 a luglio 2004 hanno fatto
135 milioni di download tra pagine e contenuti multimediali a
pagamento, con una crescita media del 46 per cento al mese nell'ultimo
semestre".
Tirando le somme, se l'utente è tra quelli a cui la
videochiamata interessa e vuole vedere o inviare video a velocità quasi banda
larga, dovrebbe affrettarsi ad acquistare il cellulare, di Tre, a 99 euro, solo
qualora tema di perdere la promozione che scade il 30 settembre. Aspettando
almeno fino a quest'autunno, avrà però il quadro della situazione più chiaro,
alla luce dell'offerta definitiva di Vodafone e Tim. Per Wind bisognerà
aspettare ancora un altro po': la promozione finisce il 31 dicembre. Meglio non
illudersi, tuttavia, che i prezzi dei loro cellulari possano scendere a quota 99
euro entro il 2004. Allora, se Tre non convince e non si vuole spendere intorno
ai 500 euro per un cellulare compatibile con i servizi degli altri operatori,
bisognerà attendere ancora: finché l'UMTS non diventerà di massa e i terminali
costeranno, anche senza sovvenzioni, come gli attuali GSM. Quando?
"Tra sette o otto anni crediamo che l'UMTS sarà prevalente
sul GSM", è la previsione.
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